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  • 13 Years of Robert Johnson ft.Roman Flugel & Oliver Hafenbauer
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    Saturday, April 14th, 2012

    ROBERT JOHNSON meet LOADED! ft.Roman Flugel & Oliver Hafenbauer

    Loaded e Robert Johnson. Due concetti chiave che da soli dovrebbero bastare per lasciare intendere la solennita’ dell’evento.

    Di Loaded ormai sappiamo piu’ o meno tutto. Del Robert Johnson dovremmo.

    Perche’ se esiste un locale in Europa  che incarna alla perfezione lo spirito piu’ sincero ed intimamente incantato della house music, quello non può che  essere il  piccolo gioiello situato al civico 11 di Office Holzgraben a Francoforte, con buona pace del suo celeberrimo superclub concittadino e di tutto il baraccone berlinese, ibizenco o londinese.

    Club unico e essenziale, da 13 anni mantiene quella sua atmosfera familiare e al tempo stesso apparentemente senza freni che ha fatto innamorare senza compromessi almeno un paio di generazioni di clubbers.

    Oggi il Robert Johnson è in tour europeo nei migliori angoli del continente per celebrare il suo “Come On In My Kitchen”, libro fotografico gastro-elettronico che cattura nelle sue pagine il mito e il mistero di questa utopia dal pavimento in legno, dai suoi abori fino al giorno d’oggi.

    Sabato 14 Marzo il Rashomon Club rappresenterà la sua unica fermata italiana. Un motivo d’orgoglio irripetibile, che raddoppia di fronte ai nomi dei due artisti ospitati: Roman Flügel e Oliver Hafenbauer.

    Flügel e’ essenzialmente un guru post-moderno: nome fondamentale della scena musicale tedesca fin dagli anni ’90 sia con i suoi Alter Ego che attraverso l’ ideazione di label essenziali quali Ongaku, Klang e Playhouse, e’ un artista totale che parallelamente ad una carriera di ricerca e sperimentazione con pochi eguali al mondo non ha disdegnato la produzione di un paio di hit magnificamente“da stadio” quali Rocker e  Geht’s Noch.

    Hafenbauer e’ invece il resident storico nonche’ Art Director del Robert Johnson che dal 2003 conduce, insieme al socio Ata, anche l’etichetta “Live at Robert Johnson”, vera e propria summa vinilica del verbo espresso dal locale.

    Piccola nota bibliografica a margine: per chi non lo sapesse il nome Robert Johnson riconduce all’epico chitarrista blues del Mississipi di fine anni ’20 che leggenda vuole  aver venduto l’anima al diavolo in cambio di due mani piu’ veloci di una connessione in fibra ottica.

    Non poteva essere altrimenti.

    In fin dei conti, in un modo o nell’altro, al Rashomon Club la figura del demonio e’ sempre in primo piano.

    Siate dannati voi che verrete, dunque. Ve lo auguriamo di cuore.